La rete intra-ospedaliera per la gestione integrata del paziente con dislipidemia ad alto rischio cardiovascolare
Le attuali linee guida della Società Europea di Cardiologia (ESC) pubblicate nel 2019, mettono bene in evidenza come i pazienti con malattia arteriosclerotica-cardiovascolare documentata clinicamente o tramite imaging, e i pazienti con diabete mellito soprattuto se di lunga durata, associato ad altri fattori di rischio cardiovascolari o a danni d’organo, co-stituiscono di per sé un categoria a rischio elevato o molto elevato. La riduzione dei livelli di colesterolo LDL con i farmaci ipolipemizzanti è ormai ampiamente dimostrato che sia associata ad una significativa riduzione di eventi cardio-vascolari. Le statine ad alta intensità in associazione con ezetimibe sono considerate la terapia di prima scelta per la prevenzione e il trattamento delle dislipidemie, ma un significativo rischio residuo rimane anche dopo una terapia in-tensiva, peraltro con una bassa percentuale di pazienti a rischio alto e molto alto che raggiunge i livelli target di coleste-rolo LDL raccomandi dalle linee guida ESC. Gli anticorpi monoclonali di recente sviluppo inibiscono in maniera speci-fica la proteina PCSK9 circolante riducendo così fino ad oltre il 60% il colesterolo LDL. L’identificazione corretta dei pazienti candidabili a questi nuovi farmaci al fine di garantire una prescrizione appropriata ed un uso razionale e profi-cuo di queste importanti nuove terapie, presuppone una stretta collaborazione tra i medici ospedalieri coinvolti nella gestione dei pazienti a rischio cardiovascolare molto alto e una condivisione di un percorso strutturato volto all’impostazione di una corretta terapia ipolipemizzante per ciascun paziente, al raggiungimento dei targets terapeutici e alla persistenza nel tempo dei risultati clinici e dell’adesione al trattamento